In fondo, era proprio ed anche questo che voleva dire Essere Diversi dagli Altri. Seduta sul sedile posteriore, Georgie Non Riusciva Più a Smettere di Piangere. Eppure, Piangere poi Perchè? Perchè siamo Noi Stessi? Oppure perchè le Nostre Lacrime sono Differenti da Quelle di Tutti gli Altri? Perchè gli Artigli che abbiamo al posto delle dita Scavano Dentro Chiunque in maniera Così Profonda da generare Odio e Repulsione? Passò le dita della Mano Destra sul suo Occhio Sinistro, e guardò il Palmo Rosso e Sporco di Sangue. "Non sporcare i sedili della Mia Auto con quella mano" disse Joseph "Non hai ancora imparato cosa siamo, ma Lo Imparerai, vedrai. Hai Tutto il Tempo del Mondo". Georgie lo guardò accigliata, ma ormai Erano Arrivati. Vedeva già in piedi vicino la porta Lorenzo che stava parlando con una persona che non conosceva e non aveva mai visto. Si pulì la Faccia e la Mano per bene, e si guardò nello specchietto retrovisore della macchina: ora era tutto a posto, le Lacrime di Sangue erano Sparite Senza Lasciare Traccia. Disse a Joseph di farla scendere, e si diresse verso la porta dello stabile. Lorenzo si girò e la vide, mentre lei lo salutava:
"Salve Lorenzo come stai?" disse. Rispose lui:
"Tutto bene, grazie. Ti dispiace se ti do la Mano Sinistra invece della Destra? E' Occupata ora ... ma cos'è questa Puzza?". A Georgie Mancò per un attimo il Respiro, e poi Iniziò a Piangere a Dirotto. Peccato che Nessuno se ne Accorse Davvero, a parte il Piccolo Sorriso che comparve sul Viso di Lorenzo.
Di prime (del 07/10/2009 @ 02:00:00, in Nicole & Rose, linkato 215 volte)
Lorenzo le guardò lì, in piedi davanti a lui, e davvero non riusciva a credere ai propri occhi. Eppure ... eppure erano proprio loro due, che lo guardavo con insistenza come a richiedergli qualcosa di importante. Io so cosa mi state per chiedere, ma la mia risposta è no. Io non faccio questo tipo di cose. Lorenzo continuò allora a guardare negli occhi le ragazze, ma intanto il tempo passava, e non succedeva niente di particolare. Loro erano ancora lì, in attesa, a decidere cosa fare, come farlo e quando farlo. E' tardi per tornare indietro, mi dispiace. Una delle ragazze scoppiò allora improvvisamente a piangere, proprio mentre lo guardava.
L'altra girò il suo sguardo verso di lei per qualche secondo, e poi tornò a guardare con insistenza Lorenzo. Che, Dopotutto, Decise di Perdonarle. E non era per le Scuse che gli avevano portato, né per il Pianto proferito da una di loro, e neppure per i Desideri e le Promesse sul Futuro che gli avevano espresso. Era, invece, perchè a Tutti è Concessa un'Altra Possibilità, Nessuno Escluso. Perchè Non è Mai Troppo Tardi per Perdonare.
Sorrisi e Pacche sulle Spalle - eppure sento che nulla di tutto questo è vero. Ma non eravamo amici?
Amici, Nemici, che differenza vuoi che faccia? E' l'Apparenza quello che conta ora, ti era forse sfuggito?
Si, mi era sfuggito. Io vivo di cose reali, sai?
Oh beh, anche Io vivo di Cose Reali ... Soldi ad esempio. Macchine, Vacanze, Regali. Oppure, soddisfazione del mio Ego, sentirmi Importante, Stare in un Posto che Conta.
Eppure, quando vai a letto la sera, Non sei ancora Felice. Non sai Chi sei, Cosa Vuoi, Cosa ti Manca.
Lo guardò allora con lo sguardo accigliato, e non solo lui, anche Tutti gli Altri suoi Fratelli. Lorenzo si chiese che cosa avesse fatto poi di così brutto o cattivo: in fondo, gli stava Dicendo Solo la Verità. La Verità, forse Qualcosa che non Amavano sentirsi Ripetere. Loro rimasero in Silenzio, e così fece anche lui. I secondi sembravano minuti, i minuti sembravano ore. Non erano decisamente obbligati a parlare, nessuno di loro, e non lo fecero. Lorenzo andò allora verso la sua macchina, senza guardarsi indietro, e loro ripresero a sorridersi a vicenda, come se nulla fosse accaduto. Per fortuna, il Mondo Era ormai davvero Molto Diverso dal Modo di Vivere Diffuso negli anni '60.
Lorenzo si guardava intorno, e vedeva solo Desolazione. Aveva sempre temuto che una sua visita in Quegli Ambienti lo avrebbe lasciato senza Energia, ma Questo era davvero Qualcosa di Inaspettato. Egoismo, Egocentrismo, Paraocchi, questo sì, Sempre. Ma Desolazione e Nulla, questo davvero No. Mentre camminava, i suoi occhi andarono verso una chiesa che sembrava abbandonata, e vide Un Ragazzo seduto sui gradoni davanti all'entrata. Avvicinandosi, iniziò a notare alcuni particolari: era vestito come usavano fare i vecchi Samurai Giapponesi nell'epoca Edo, e aveva di fianco a se alcune Katane di dimensioni diverse. Sicuramente deve essere un Maestro di Spada si disse Lorenzo. Di fianco alle Katane aveva una Scatola Contenente un DVD, con disegnata sopra una Ragazza Vestita di Giallo con in mano una Katana. Lorenzo iniziò a chiamare Il Ragazzo, ma questi non alzava la testa. Ormai Lorenzo era arrivato di fronte a Lui: allungò la mano sotto al suo mento, e gli alzò la testa mentre Lui rimaneva immobile, e Rimase Senza Parole. Aveva davanti a se il viso di Una Ragazza! Questa lo guardò negli occhi, ma continuava a rimanere in silenzio. Lorenzo allora le chiese: "Come ti chiami? Che cosa ci fai in questa Desolazione?" Quella rispose: "Questa Delosazione è Casa Mia, e come mi chiamo Non te lo Voglio dire. Io Vivo per gli Estremi, e Come Una Goccia d'Acqua che Scava Giorno Dopo Giorno Una Sua Via in Mezzo alla Dura Roccia, così Io Vivo e Combatto la Mia Lotta Non Violenta". Lorenzo allora capì finalmente Cosa Fosse quella Desolazione, e quindi le disse: "La Guerra Non è Sbagliata Come Principio, Va Solo Rapportata all'Ambiente che abbiamo intorno, altrimenti poi Diventa Non "Lotta Verso uno Scopo", ma "Lotta Fine a Se Stessa". Meglio essere se stessi - donne - che qualcosa che il Destino non ci ha mai chiesto di essere". Lei allora, come avrebbero fatto in molti al suo posto, scoppiò a piangere ... perchè Lei, nel Silenzio della Desolazione, Lontano dallo Sguardo di Tutti, era In Fondo Se Stessa. Doveva Solo Evitare che Le Passasse di Mente.
Il Letto Giapponese era Così Comodo ... ! Era quello il primo pensiero che veniva in mente a Tutti Ogni Volta che si stendevano lì sopra.
Gli Occhi di Georgie dalla sua testa poggiata sul cuscino puntavano direttamente verso quelli di Nicole, stesa davanti a lei.
"Sei pronta?" chiese Georgie, e Nicole rispose:
"Non lo so, forse dovremmo ripensarci". Georgie la guardò Senza Parole: Questo proprio Non Se Lo Sarebbe Aspettato.
"Ma ... e Lorenzo? Come facciamo con Lui?"
"Chi è Lorenzo?" rispose Nicole. Bella domanda davvero pensò GeorgieLo avessi davvero saputo, sarebbe stato tutto molto diverso.
Lorenzo fu colpito dal Vento. La Sottile Brezza spirava verso di lui e attraverso una finestra Leggera ma Continua, e sembrava essere Senza Fine. Quello che pareva essere un Impalpabile Vento, era in realtà una Voce, che gli chiedeva di avanzare. Lorenzo non sembrava avere la forza per resistere a questa richiesta, e alzandosi dalla sedia e iniziando a camminare, si diresse verso la porta, la oltrepassò e continuò sempre più verso quello che pareva essere il centro di provenienza del Vento. Stranamente, però, arrivato ad un certo punto del tragitto, la Voce si interruppe, e scese un Enorme Silenzio intorno a lui.
"E se il vero Rumore fosse il Silenzio?" si chiese? In quel mentre, notò una Figura Femminile dai capelli rossi che gli si avvicinava a passo spedito in maniera inversa lungo lo stesso tragitto che era intento a seguire. "Mi scusi se la disturbo, ma le vorrei chiedere un quesito: lei Sente Qualcosa ora Oltre alle Mie Parole?" "Io Sento il Suono della Vita, Ascolto il Rumore della Morte, Somatizzo la Quotidianità del Piacere e del Dolore del Mondo, e li Trasformo in Poesia. Sono forse Queste le Parole che Cercavi?" rispose quella, iniziando subito dopo a cantare. Lorenzo la fissò stupefatto, si sedette e iniziò ad ascoltare.
"Ciao, sto per arrivare, aspettami sotto casa!" "OK, sto scendendo, con che macchina arrivi?" "Sono con la Fiesta Scura, a tra poco allora, ciao!" Sarah iniziò allora a chiedersi Come Poter Riconoscere una Fiesta da una Skoda o similari... " ...giudicherò dal Colore, Amen!" si disse Guardandosi dentro Lo Schermo del televisore digitale spento, intenta a Non Distrarsi mentre si Truccava. "Queste Sopracciglia non mi vengono, uffa!!!". Un rumore forte di automobile che frenava proveniente dalla strada fece capire a Sarah che la Macchina di Georgie era arrivata a prenderla. "Lo avrei Capito dal Rumore, è Chiaro! Come avevo fatto a Non Pensarci Prima! E poi, in fondo, Sono Stata Io a Chiedere a Georgie con quale Macchina sarebbe Arrivata!" Dopo un'Ultimo Controllo al Trucco e una Verifica di Aver Preso Tutto, Sarah andò verso la porta, uscì e scese le scale, andando verso l'automobile di Georgie. "Finalmente sei scesa! Entra dai". "Allora, quali sono i Programmi per Oggi? Siamo in Ritardo per qualche appuntamento?" chiese Sarah. "Non penserai davvero che Se Qualcuno Ci Ha Dato un Appuntamento Stasera, Questi possa aspettarsi che Noi si Arrivi in Orario, vero?" rispose Georgie, che continuando disse: "Accendo la Radio, ci farà compagnia nel tragitto". Una Mano Laccata andò allora a Spingere un Bottone, ed ad Girare una Rotella alla ricerca del Canale Giusto: Non è Mai Facile trovare una Lunghezza d'Onda. "... Egocentrica, E a volte forse un po lunatica Ma non sarò la prima e l'ultima Che vuole sentire di esser l'unica ..." Le Due Ragazze si Guardarono negli Occhi, e Sorrisero: avevano trovato la Loro Lunghezza d'Onda.
"Chi è quello?" chiese Lorenzo bussando sulla schiena della Persona a Fianco a Lui. "Ma come, non lo sai? E' Barabba, Pensa". "Ma Barabba non era in prigione? Non era un brigante?" chiese ancora Lorenzo al Ragazzo, e quello allora Rispose Sorridendo: "No, è Libero da poco, Pensa". Barabba Libero, Pensa. C'era da aspettarselo, visto Come Va il Mondo di Questi Tempi. Barabba nel frattempo si mise a parlare con i presenti, nella maggior parte dei casi comunque felici di vederlo. Alcuni si congratularono anche con lui per essere finalmente Libero. Tra questi, anche Nicole e Georgie non furono da meno, dando la loro Piena Disponibilità al poter di nuovo collaborare insieme per il Bene Comune. Con il passare delle ore, la folla presente iniziò via via ad andarsene. Anche Barabba, Nicole e Georgie se ne andarono. Fu allora che il Ragazzo a cui Lorenzo aveva chiesto informazioni si Alzo dalla sedia sulla quale era seduto, Prese un microfono spento posto su di un tavolo della sala, lo Accese e Chiese a coloro che erano ancora rimasti: "Volete Ascoltare Una Storia?". Lorenzo rispose: "Perchè non Ce La Canti, se ne sei Capace?" "Volentieri" disse il Ragazzo, che proseguendo disse: "Vi Racconterò, anzi, vi Canterò di Barabba, di quello che la gente Pensa, di cosa vuol dire essere Libero. Lo Canterò Solo per Voi, perchè Voi Ci Siete, e quindi Meritate di Ascoltarmi" Così il Ragazzo cominciò a Cantare, e nessuno fu mai più in grado di Dimenticare la Sua Voce.
Lorenzo sentiva la Mancanza dei Suoi Figli. Come si poteva del resto dargli torto? Tanti anni prima Tutto il Ciarpame a Cui Stava Assistendo Non Sarebbe Mai Potuto Accadere. Nessuno si sarebbe permesso di Vivere sul Niente. "Eppure, Oggi sono Cose che Succedono Purtroppo" si disse. Inoltre, da alcuni giorni Lorenzo non faceva che chiedersi se davvero fosse quello il Vero Problema. Probabilmente non lo era. Esisteva qualcosa di Peggiore che, anninandosi nelle pieghe degli Stati D'Animo, aveva preso possesso di tutto, guidando in maniera Oscura e Imprevedibile la Vita delle Persone. "E' colpa del Gioco. Una Volta Noi Giocavamo per degli Obbiettivi Precisi, Distinguibili, Identificabili. Oggi si combatte per la Lotta, per provare l'adrenalina che questa provoca, rimanendo poi finita questa con un Unico Grande Desiderio: Averne Ancora, Ancora, e Ancora. Quando si Gioca per Questo, le Regole Saltano, e Tutto sono contro Tutti, e solo a favore di Se Stessi. Quando la Droga diventa la Lotta, allora il Mondo Finisce".
In Principio era Lorenzo e' un blog che raccoglie nomi di persona. Questi nomi raccontano delle storie, e queste storie rappresentano una grande wiki di un particolare e molto discusso mondo dedicata a chi, in un modo o nell'altro, sa leggere dentro le persone e non vuole smettere di sognare, perche' Si Vive per il Sogno, non si Sogna per Vivere.
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